«Siamo di fronte a una vera e propria emergenza morbillo. Non è un momento di particolare allarme, non è un momento in cui dobbiamo stare più attenti: siamo di fronte a un focolaio epidemico senza precedenti». A lanciare l'allarme è Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, che in un video pubblicato sui social ha descritto la situazione ligure come «estremamente preoccupante».
Secondo Bassetti, in Liguria si sono registrati «dodici casi dall'inizio di settembre» e nei reparti del San Martino sono attualmente ricoverati «quattro pazienti adulti, un numero che credo non abbia precedenti in Italia negli ultimi vent'anni», alcuni dei quali con complicanze gravi che hanno coinvolto i polmoni, il sistema nervoso centrale e il fegato. «Siamo solo all’inizio di una gravissima epidemia che colpirà probabilmente non solo la Liguria, ma in generale l’Italia», ha aggiunto l'infettivologo.
La preoccupazione nasce anche da un altro elemento: l'epidemia non sarebbe collegata a viaggi all'estero o a contatti con persone provenienti da aree endemiche. I casi riguarderebbero soprattutto persone adulte, tra i 30 e i 55 anni, che non hanno ricevuto il vaccino. «Il morbillo è una malattia grave, una malattia gravissima. Un adulto che si contagia ha una probabilità molto alta di avere delle complicanze», ha spiegato Bassetti, sottolineando come il virus possa causare polmoniti, encefaliti e danni neurologici permanenti.
Il quadro ligure si inserisce in un contesto nazionale che, secondo gli ultimi dati disponibili dell'Istituto Superiore di Sanità, mostrava già segnali di crescita. A gennaio 2026 erano stati segnalati 84 casi di morbillo in Italia, quasi il triplo rispetto allo stesso periodo del 2025. Il 90,9% dei pazienti non era vaccinato e oltre un terzo aveva sviluppato complicanze, soprattutto polmonari. Tuttavia, il flusso di dati verso le piattaforme di sorveglianza dell'ISS è momentaneamente interrotto per l'adeguamento al nuovo Regolamento Europeo sulle malattie trasmissibili, rendendo difficile quantificare con precisione l'andamento nazionale nelle ultime settimane.
Il 4 settembre, il bollettino della Regione Liguria aveva già segnalato sette casi complessivi dall'inizio del 2026, di cui quattro concentrati nell'ultima settimana. La maggior parte riguardava adulti non vaccinati e solo due bambini, uno dei quali vaccinato con una sola dose. I casi erano distribuiti tra il San Martino, il Gaslini, Sanremo, l'Azienda Ospedaliera Metropolitana e Savona. La vaccinazione contro il morbillo in Liguria si attesta al 91%, ancora inferiore alla soglia del 95% necessaria per eliminare la trasmissione endemica. Per l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Nicolò, la situazione «impone la necessità di rafforzare ulteriormente prevenzione e sensibilizzazione».
«Tutto questo fa sì che il virus circoli, e circoli pesantemente», ha concluso Bassetti, appellandosi alla responsabilità individuale: «Se non vogliamo tornare indietro nel tempo, se non vogliamo che il morbillo diventi un problema di salute pubblica come lo è stato il Covid, dobbiamo vaccinarci».

