L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha attivato un nuovo ambulatorio della Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, dedicato specificamente a bambini e adolescenti che manifestano problematiche legate all’uso eccessivo di smartphone e tecnologie digitali. Il servizio è rivolto a ragazzi il cui utilizzo di questi strumenti compromette aspetti fondamentali della vita quotidiana, come il sonno, il rendimento scolastico, le relazioni sociali e familiari. Le prime visite si svolgeranno sabato 3 ottobre, dalle 8.30 alle 13.00, presso la sede di Baldelli, e l’ambulatorio avrà cadenza settimanale. Ne ha dato notizia Il Messaggero.

Alla guida del servizio c’è Stefano Vicari, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza. “I bambini e gli adolescenti sono particolarmente sensibili alle gratificazioni immediate”, ha spiegato Vicari. Il nuovo ambulatorio si rivolge a ragazzi in cui l’uso di smartphone, videogiochi, piattaforme di messaggistica, social media e navigazione online diventa pervasivo, portando a comportamenti problematici come l’uso prolungato dello smartphone, la difficoltà a interrompere la connessione, il ritiro da attività che un tempo erano considerate piacevoli e il ricorso agli schermi come unica fonte di gratificazione. Questi fenomeni possono essere alimentati anche dalla cosiddetta FOMO, la Fear Of Missing Out, ovvero la paura di essere tagliati fuori dagli eventi o dalle conversazioni che avvengono online.

Secondo Vicari, si osservano casi in cui si manifestano veri e propri sintomi assimilabili a quelli delle dipendenze tradizionali. “C’è la ricerca spasmodica dello strumento che deve essere sempre a disposizione, le crisi di astinenza, l’abituazione”, ha dichiarato. Gli specialisti del Bambino Gesù raccomandano di non dare uno smartphone di proprietà ai bambini prima dei 13 anni e di rimandare l’accesso ai social fino ai 16 anni. Quando l’uso delle tecnologie diventa problematico, i ragazzi possono arrivare a manifestare crisi di forte agitazione quando vengono privati dei dispositivi.

L’ambulatorio nasce anche per affrontare il rapporto degli adolescenti con l’intelligenza artificiale, che in alcuni casi può sostituire le relazioni interpersonali con interazioni virtuali, riducendo ulteriormente le occasioni di confronto reale con i coetanei. I dati dell’ospedale indicano che le consulenze neuropsichiatriche in Pronto Soccorso sono aumentate da 155 nel 2011 a 1.675 nel 2025. Vicari sottolinea l’importanza di aiutare i bambini a scoprire forme di piacere più durature rispetto a quelle immediate offerte dalla tecnologia, come la lettura, il gioco e il contatto con gli amici. Il nuovo ambulatorio nasce proprio per rispondere a un fenomeno che i neuropsichiatri vedono crescere quotidianamente.

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